Aisun Donna Nappa Con Plateau E Stivaletti Con Zeppa Tacco Alto Zeppa Alta Con Tacco E Zeppa

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Aisun Donna Nappa Con Plateau E Stivaletti Con Zeppa Tacco Alto Zeppa Alta Con Tacco E Zeppa
  • scarpe
  • sintetico
  • suola di gomma
  • l'albero misura circa 3,5 dall'arco
  • la piattaforma misura circa 0,75
  • stivaletti alla moda, simpatici, col tacco e comodi con nappe
  • punta arrotondata, e flatform, aggiungono molto voga a te in ballo, affari, gala ...
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venerdì, 1 giugno 2018
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Umbria
31 maggio 2018
City Journal

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[Un sogno di Paese]

PERUGIA – Pazienti ricoverati, insieme ai loro familiari impegnati nell’assistenza, da oggi possono leggere libri durante la permanenza ed usufruire così del nuovo servizio di “Biblioteca in ospedale”. Mercoledì mattina 30 Maggio, nell’atrio dell’ingresso principale del Santa Maria della Misericordia di Perugia, è stato presentato il progetto, voluto dalla direzione aziendale, con l’obiettivo di creare una sorta di biblioteca itinerante dove è il libro che si muove per andare fino al letto dell’assistito, attraverso un percorso predisposto e con l’aiuto dei volontari, nell’ottica di rendere la permanenza in ospedale più “accogliente” e “umanizzata”.

“Curarsi con la lettura” è quindi lo slogan scelto, con i libri che entrano così anche in ospedale, percepito pertanto non solo come luogo di cura e spesso di sofferenza ma come spazio dove sopravvive una preziosa quotidianità ed ora anche di cultura: a sottolinearlo sono stati, durante la presentazione, il direttore generale Emilio Duca, quello sanitario Diamante Pacchiarini e la responsabile della Direzione formazione e qualità, Adamantia Vafiadaki, che ha curato la raccolta dei volumi e il regolamento che disciplina la biblioteca ospedaliera, affiancati da alcuni rappresentanti degli enti che hanno donato i libri e dai volontari Lilt e del Circolo LaAv (Letture ad alta voce).

Conversazioni tra Orto e Giardino
Live, Love, Gardening

I 10 perché del fare un orto (e il suo uso “sovversivo”)

Maggio e giugno sono mesi cruciali per chi, come noi, ha preso la folle e bellissima decisione di cimentarsi nella coltivazione di un orto. Folle, tra virgolette, perchè fare un orto di una certa dimensione implica fatica e dedizione, bellissima perchè non c’è niente di più bello di veder crescere e mangiare qualcosa di piantato con le proprie mani.

Ma chi sono le persone che, come noi, hanno un orto? Hippie datati? Sovversivi pericolosi? Inguaribili romantici? Pollici verdi allo sbaraglio? E perchè hanno deciso di coltivare un orto?

Noi possiamo dirvi che rimuginandoci abbiamo messo giù i nostri 10 perchè del fare un orto:

L’orto è creativo. Nell’orto non c’è fretta. L’orto crea comunità. L’orto crea consapevolezza. L’orto esalta la biodiversità. L’orto stimola la curiosità. L’orto allontana lo stress. L’orto insegna ad attendere. L’orto vuol dire rispetto. L’orto è sovversivo.

Ricordatevelo quindi, guardando la pianta di lattuga o di basilico che avete sul terrazzo: non c’è gesto più eversivo che coltivare il proprio cibo e non serve l’EXPO (soprattutto questo EXPO) a farvelo capire; non credete a chi vi dice che è difficile o faticoso, non c’è niente di più naturale: affidate un seme alla terra e, se volete urlare il vostro dissenso, fatelo con gli stivali sprofondati nella terra del vostro orto.

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conversazionitraortoegiardino

Quattro mani sempre all'opera, tra orto, giardino e cucina. Due giardinieri curiosi che guardano il mondo con occhiali dalle lenti verdi e ne parlano sul loro blog. #traortoegiardino

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